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Allora…

Too lazy to WRITE in Italian anymore.  I’ve taken up creating comic panels to post on my Studentessa Pigra Facebook page. The Bitstrips app allows me to express myself in Italian, without taxing the old brain too much.

mal di testaToo lazy to LISTEN to Italian without a transcript. I always turn on the Italian subtitles when watching films.  I need to read what is being said in Italian.

niente sottotitoliToo lazy to memorize Italian vocabulary. Every day I used to make lists of the wonderful Italian words I came across, some of which ended up as passwords at work.  But just ask me if I can remember them after they’ve expired!

come si dice

Too lazy to SPEAK Italian. I started out with this dream, but my old brain concluded recently this is unobtainable and unrealistic. I think I can manage pretty good tourist Italian, so abbastanza buona.

non riuscirai mai parlare italianosensa paroleI have not abandoned my interest in Italian language, but rather have decided to concentrate on easier ways to use and enjoy Italian.  Will I continue my blog?  Chissà …

fallo domaniCome by and like my Facebook page.

Dai_clicca_quiCiao ciao …

L’altro giorno ho accidentalmente attivato Siri sul mio iPad.  Mi ha chiesto “Come posso aiutarti?”  Tra poco ho scoperto quello che già sapevo.  Quando si tratta di parlare italiano tutte e due le persone ei computer, hanno difficoltà a capirme. Sono riuscita ad ottenere qualche risposte da Siri. Alcuni piuttosto divertente.
Hai fami Siri
Guardate alla mia bacheca di Pinterest.  Avete delle risposte divertenti di Siri da condividere?

 

little-italy-2Nelle tanti città negli stati uniti ci sono le comunità dove si sono insediati gli immigrati italiani.  Ma questi “Little Italy” quartieri stanno sparendo.  Oggi ho ascoltato un episodio di i-Italy|NY su You Tube.  Molto interessante da sentire da persone che cresciuto intorno “Little Italy” di New York City.  Tante cose hanno cambiato e ci sono pochi rimanente communità.

Ho tentato di tradurre i ricordi di Joe che sono cresciuto nel “Little Italy”.

Mi chiamo Joe. Sono cresciuto sulla Mulberry Street. La mia famiglia era di Napoli. Sono qui da 55 anni. Le cose sono un po’ diverso rispetto a quando stavo crescendo. Non c’è più alcun sentimento di comunità. Passavamo il tempo nella via e sull’angolo. Giocavamo palla in mezzo alla strada. Aspettavamo per le macchine di passare e poi contiuavamo il nostro gioco. Oggi questo non è possibile.

Abbiamo avuto un sacco di tradizioni. Domenica pasto era 15.00, dopo la chiesa. Oggi la tradizione non prosegue. Oggi siamo di terza generazione di americani. Non abbiamo le persone anziane che ci istruiscono. I nostri figli non hanno l’opportunità di fare quello che eravamo abituati a fare con le nostre famiglie.

Negli anni 50 e 60 i circoli per fraternizzazione (“Social Clubs”) erano ovunque , perché la maggior parte delle persone non dispongono di TV o aria condizionata. Sarebbero venuti alla club per rilassarsi, per rimaneggiare quale parte d’Italia sono venuti, quale città, chi sapevano, li quale hanno parlato a da loro città natale, e come tutti stavano facendo laggiù. Questo manteneva la tradizione qui. Ora tutti gli anziani sono andati e gli affitti sono troppo alti per sostenere un club sociale.

Cafetal Social Club

Cafe’tal è l’ultimo “Social Club” nel suo genere a “Little Italy”. È stato riaperto come un caffè-ristorante italiano.

Non credo più che ci può essere una tradizione della comunità italiana a “Little Italy”. Ci sarà sempre uno sfondo di Italia qui, ma sta andando via lentamente. Penso che la comunità italiana sia perso. I nuovi immigrati non sono più italiani. Sono da diversi parti del mondo. Gli italiani possedevano gli edifici a “Little Italy”, ma li hanno venduto e sono trasferiti in New Jersey e Florida. Come il passare degli anni “Little Italy” diventa sempre più piccola.

http://cafetalsocialclub.com/

https://www.facebook.com/cafetalsocialclub

MulberryStreet1900

Mulberry Street nel 1900.

Infatti “Little Italy” di Los Angeles non esiste più. E ora è parte di Chinatown.

i-Italy TV è un fantastico canale, anche se non si vive nella regione di New York. Ci sono interviste sia in inglese e italiano, un segmento cottura, una recensione del libro; un’offerta diversificata di tutte le cose italiane.

 

Dai!!! Clicca qui!

Ho deciso di creare una pagina su facebook per il mio blog. Siccome sono piuttosto pigra ho pensato che fosse una buona idea di avere un posto di scrivere in pezzi più piccoli.  La pagina mi permetterà di postare fuori dalla mia pagina personale.  Sono sicura che i miei amici che non parlano italiano dicono “questo è fastidioso“.  Quindi, questo risolve il problema.

PigraPagina

Dunque, volete farmi la cortesia di andare alla mia pagina e clicca su “mi piace”?  Mille grazie!

Dai_clicca_qui

 

 

 

Sono ossessionata!  Non riesco a mettere giù il libro che sto leggendo:  “Quando Cadono Le Stelle”, in cui ci sono 3 storie.  La mia preferita era “Ghost Hotel”. 

GhostHotelIl Limbus è un albergo fatiscente, dimora di spettri e anime perse che recitano all’infinito la loro farsa di dolore. Persino il Diavolo vuole liberarsene ma, per farlo, deve sciogliere un rebus impenetrabile, un segreto che sprofonda sotto le fondamenta dell’albergo, fin dentro un passato dimenticato. Per farlo, ha bisogno di un Indagatore paziente, scaltro e folle quel tanto che basta.

Sono passati molti anni da quando ho sentito parlare di Dylan Dog.  La mia amica Melissa ha scritto sul mitico Dylan Dog, ma fino a poco tempo non avevo la possibilità di saltare nel mondo del dell’íncubo indagatore.  Leggi cosa Melissa, La Studentessa Matta, dice a proposito del fumetto.

Indagatore dell’incubo

Volete un be brivido?  Ascoltate!

Nel secondo articolo, Melissa ha scoperto che Rai Radio 2 ha un Podcast di Dylan Dog! E ora ho trovato un YouTube che unisce uno dei fumetti con il Podcast.

L’Alba dei Morti Viventi:  Parte 1

L’Alba dei Morti Viventi:  Parte 2

L’Alba dei Morti Viventi:  Parte 3

Lo ridico, mi sono fissata con Dylan Dog!

Ricordi di Lucca

Oggi, due anni fa sono arrivata a Lucca.  Non ci credo!  Dove va il tempo? Sotto, ci sono alcuni pezzi dal mio “Vado a Lucca” blog.

Vado a Lucca

Mi chiedo cosa Afredita sta facendo oggi? Sta tornando a Lucca e avendo una conversazione con un’altra americana?

Pasqua è arrivato presto nel 2012 perciò su venerdì avevo la opportunità di unire la Via Crucis.

Via Crucis

Invece di coniglietti pasquali, uova di Pasqua adornavano le vetrine di Lucca.

Uova di Pasqua

La Pasquetta è stato uno dei miei giorni preferiti a Lucca. È stato anche uno dei pochi giorni senza pioggia. Sono andata presto a salire La Torre Guinigi e più tardi passavo il pomeriggio sui bastioni. Le Mura era pieno di gente e cani. Se avessi avuto più coraggio avrei parlato con gli italiani e ho fatto più le foto dei loro cani.

Pasquetta

C’è voluto un po’ di tempo per abituarmi lo shopping a Lucca, ma presto ho trovato i miei negozi preferiti.

Water Store

Non vedevo l’ora di andare al mercato su sabato.  Il piccolo pollo dal Rostacceria era “leccarsi le dita” buona.

Rostacceria

Allora, lo scopo del mio viaggio è stato quello di studiare la lingua a Lucca Italian School.  Gli insegnanti lì erano favolosi e vorrei poter tornare ogni anno. Mi mancano tutti!

LIS

Ho visitato Pisa per incontrare la mia amica Tania, sono andata a Firenze e ho visto alcuni affreschi favolosi con Freya, ho passato una giornata al Viareggio, ho partecipato un paio di lezioni di cucina, ma il mio passatempo preferito era camminare o andare in bici intorno Le Mura.

Ho aspettato la luna piena in questo postLuna sopra Lucca

Proprio un altro giorno quando mi godevo Le Mura:  Buongiorno Lucca

 

 

 

Gli Oscar arriverà questa domenica e spero sinceramente che “La Grande Bellezza” vinca. Perché adoro il film? Non per forza. Perché l’Italia e film italiani meritano un riconoscimento. L’Italia ha sofferto il suo più grande periodo senza Oscar dalla seconda guerra mondiale ed è il loro tempo per vincere. 14 anni passavano da quando “La Vita è Bella” ha vinto nel 1998.

È interessante che nella short-list è stato un altro film di Tony Servillo, “Viva la Liberta”, che ho trovato più interessante di “La Grande Bellezza”. Purtroppo, l’incertezza sul fatto che questa commedia politica farebbe bene con il pubblico degli Stati Uniti se dovrebbe vincere, ha condannato la possibilità della candidatura.

la_grande_bellezza
Ho visto “La Grande Bellezza” e mi ha lasciato indifferente. Questa non è una recensione perché sto ancora cercando di capire il film e cosa è stato la visione di Sorrentino.  Sono abbastanza confusa che ho dovuto leggere le recensioni numerosi.

La mia indifferenza per il film non ha nulla a che fare con il motivo per cui tanti italiani lo hanno trovato pomposo, artificiale e noioso. Ho letto commenti lasciati in articolo di Beppe Severgnini, Perché «La Grande Bellezza» piace tanto agli stranieri (e lascia perplessi alcuni italiani)?, per ottenere pareri dagli italiani.  Se avete visto il film mi dica quello che si pensavate.

Il film è troppo “realistico” per gli italiani… strano, a loro piace gente come D’Agostino e Sgarbi, li ammirano, vorrebbero andare alle feste in costume da antichi romani con ninfe a maiali (ricordare De Romanis?), hanno giustificato e segretamente invidiato Berlusconi per le sue “cene eleganti” ma… La Grande Bellezza la trovano noiosa e offensiva. Strano, molto strano.

Reputo “la grande bellezza” un film furbo che sfrutta l’unicità di una città meravigliosa come Roma, raccontando le storie dei romani anno 2013. Non mi riconosco assolutamente in questo film, d’altronde raccontare disgrazie o eventi negativi fa più audience di qualsiasi altro film che racconti eventi positivi. I film italiani che hanno vinto gli oscar raccontavano delle storie originali, uniche e soprattutto positive (Nuovo cinema paradiso, Mediterraneo, La vita è bella). Questi tre film ci hanno raccontato storie belle, positive, originali di noi italiani, elogiando i nostri pregi ma senza tralasciare i nostri difetti. Poi a me Sorrentino sembra un po’ sopravvalutato….

La verità è che per molti Americani l’Italia è ancora un paese pittoresco del terzo mondo, e amano i film che ci rappresentano come tali, un po’ come quando noi vediamo un film di Bollywood e ci divertiamo a vedere le astruserie indiane. Il problema poi è che quando vengono qua si aspettano quell’Italia e si aspettano che sia tutta così dall’ “Alpi alle Piramidi”. Se questi film fossero solo una parte della nostra produzione, andrebbe anche bene. Invece la filmografia italiana continua ad insistere su un solo sottoinsieme dell’Italia, e finisce per fare di quel sottoinsieme l’immagine dell’Italia all’estero. Un po’ come se noi ci aspettassimo che gli USA fossero solo il Texas con la gente in giro in cappellacci, fibbioni e stivali, e con le corna sul cofano della macchina perché vediamo solo film ambientati lì. Invece gli USA hanno fatto un grosso sforzo per raccontarsi in mille modi diversi, da Manhattan al Mississipi, da Seattle a Los Angeles o Miami, noi non lo facciamo, e continuiamo ad offrire la stessa immagine “pittoresca” dell’Itala. Premi a parte, non so se è un vantaggio…

La grande bellezza è nascosta, sempre più difficile da trovare perché schiacciata dall’ego di un popolo che non riesce più a gioire, ma deve distruggere il prossimo per giustificare la sua pochezza. In Italia tutti ti danno pacche sulle spalle (davanti) sperando, e quando è peggio lavorando, perché tu possa fallire. Ma Sorrentino non ha fallito, e nemmeno Toni Servillo. Il loro lavoro è lì a testimoniarlo e per fortuna, fuori ovviamente dal nostro paese, c’è chi apprezza.

Ma alla fine avevo bisogno di imparare ciò che Sorrentino dice a proposito del suo film.  (Non oso tradurrle nuovo in italiano.)

I wanted to compare and contrast the beauty of the city itself with people who don’t realize that this beauty is all around them.
Italy’s ‘The Great Beauty’ vies for Oscar

The themes that I confront are many and explore the human condition, existence, people’s afflictions and joys, as well as inconclusiveness, the ability of some to waste their lives and time and procrastinate. I see “La Grande Bellezza” more as a film focusing on comforts and discomforts of human beings and their dexterity in working their way through. As a consequence “La Grande Bellezza” can be seen as a film on a country that has some symptoms of numbness, decadence, at times even vulgarity. But this in general pertains to mankind, who has this incredible ability to be at once both a wretch and an outburst towards candor and beauty. It’s part of the contradictions of the human nature.
Paolo Sorrentino On His ‘Great Beauty’ Oscar Ride and the Future of Italian Film

I want for my movie to reflect feelings that people feel everywhere.  Wasting time is something that people do or feel all over the world, not just in Italy.
Paolo Sorrentino Explains How ‘The Great Beauty’ Is About More Than Italy’s Weary Upper Class

Perditempo?  Certo guardare i film non è una perdita di tempo, no?

Alla fine del film Jep dice:  “In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.”

La vita, i film, l’Oscar? Forse tutto.

Spero che Sorrentino abbia un trionfo agli Oscar. In bocca al lupo!